sabato 6 giugno 2009
Serata d'ascolto
martedì 19 maggio 2009
Com'è nata la Musica Jazz?
Come già detto, le radici del jazz affondano nella cultura africana degli schiavi neri deportati negli Stati Uniti. Gli schiavi, lavorando, cantavano qualcosa che, più tardi, i loro stessi nipoti avrebbero battezzato “blues”. Il Blues è uno stato d’animo, l’armonia (l’insieme degli accordi che supportano l’intera melodia) del Blues è assolutamente tipica, non c’è niente di simile, ed è da lì che viene il jazz. La varietà di stili nel mondo della musica jazz è notevole; ciò nonostante, c’è qualcosa che li accomuna, che vale per tutti: per il ragtime e per il bop, per il free, per l’avant garde. I Musicisti jazz hanno alcune qualità comuni, e forse è questo che rende il jazz così speciale:
SONO MUSICALMENTE SINCERI - A far grande un musicista non è il solo tentativo di incantare il pubblico con giochi di scale tonali e giri armonici, bensì sentire col cuore quello che si trova scritto e che suona. Ogni musicista ha uno stile peculiare, inconfondibile, che riflette la natura di ciascuno, il suo carattere, la sua personalità.USANO UNA STRUTTURA RICONOSCIBILE - I pezzi jazz sono strutturati con un preciso schema, e anche se mentre li si ascolta non se ne è coscienti, si percepisce l’esistenza di una costruzione. Il brano può seguire uno tipico schema blues, o un altro più semplice, come tema-improvvisazione-tema, la famosa forma AABA, ma la struttura c’è e si sente.
SONO CREATIVI - Alcuni grandi del jazz all’inizio non sono stati capiti; il motivo è probabilmente la non familiarità del pubblico con le loro idee innovative, si trattava di forme musicali e di idee espresse attraverso quelle forme completamente diverse da quanto si fosse mai sentito prima.
USANO VARIETA’ E RITMO - Gli artisti sanno come intrattenerci, la loro musica è sempre interessante. Una delle tecniche per ottenere quest’effetto è la varietà: che sia di idee musicali, di dinamica (piano o forte), di melodie, di armonie …
EVOCANO EMOZIONI - La bella musica ci tocca nel profondo, evoca in noi sensazioni più diverse, può scuotere, energizzare, può riconciliarci con il mondo intero o gridare la nostra stessa rabbia.
venerdì 15 maggio 2009
Concerto al Vecchio 800
Ieri sera ho assistito con enorme piacere a un concerto jazz proposto dal trio Peli, Bacchetta, Bertoli, al Vecchio Ottocento, un suggestivo locale di Pozzoloengo che spesso dedica serate alla musica jazz, invitando artisti a esibirsi presso la sua sala principale. Non potevano mancare un buon bicchiere di vino e un dolce della casa, insieme alla presenza di mio padre, un veterano e un grande appassionato di questa musica, per migliorare ulteriormente la qualità del concerto. L'esibizione è stata impeccabile e molto interessante, i musicisti hanno alternato brani di loro creazione, come "Lunaria" e "Repeat", a revisioni di altri, come il conosciutissimo "Come Toghter" dei Beatles. Oltre all'ottimo risultato complessivo raggiunto nel Live, i tre musicisti hanno dimostrato di avere eccellenti qualità personali, partendo dal grintoso sassofonista Angelo Peli, i quali assoli perfetti hanno scaldato e riempito i brani offerti, passando dal sereno e calmo chitarrista Paolo Bacchetta, veloce e creativo nelle improvvisazioni quanto puntuale sulla melodia, e arrivando così all'energico batterista Stefano Bertoli, che ha potuto mostrare le sue peculiarità migliori, quelle di avere non solo un eccellente senso del ritmo, ma di essere anche un improvvisatore di tutto rispetto.
sabato 9 maggio 2009
Che cos'è il Jazz?
L’etimologia della parola jazz rimane sconosciuta, ma il grande Dizzy Gillespie diceva che “jasi”, in un dialetto africano, significa “vivere ad un ritmo accelerato”.
Il Jazz è un genere di musica nato come esternazione, espressione, racconto della vita degli ex-schiavi africani deportati negli Stati Uniti. Secondo alcuni critici, infatti, faremmo meglio a chiamarla “musica afroamericana”, e certo l’origine è quella; ma gente di tutto il mondo, ormai, suona, compone e ascolta jazz.
Gli schiavi neri, deportati dall’Africa dal 1500 al 1865, nel corso degli anni ebbero modo di incontrarsi e confrontarsi con gli europei, e dall’incrocio di un tipo di musica basata sulla ritmicità dei suoni e delle parole, come quella degli africani ( la tradizione musicale africana era collegata ad avvenimenti della vita quotidiana agricola e pastorale e manifestazioni guerresche) e dall’idealismo occidentale nato dalla Grecia classica e dal mondo germanico (la musica classica, i canti religiosi, le canzoni folcloristiche, le musiche da ballo, le marce, le opere liriche, e infine gli strumenti musicali, dal pianoforte agli strumenti a fiato), fiorì una nuova forma culturale basata sulla creatività istintiva e sull’improvvisazione, vocale e strumentale.
La Musica jazz è basata su armonie estranee agli altri generi, ed è caratterizzata da una parte, che spesso costituisce l’85 per cento del brano, di “improvvisazione”, il che significa che l’esecutore, nel momento in cui improvvisa, si inventa la musica lì per lì, ed è anche compositore.
lunedì 16 marzo 2009
Giorgio Gaber
L'attualità di Giorgio Gaber mi sorprende ogni volta che riascolto una delle sue canzoni, in particolare nello spettacolo "Anche per oggi non si vola", che ormai conosco quasi a memoria, i temi, le riflessioni che l'artista affronta e propone sembrano riguardare direttamente i giorni attuali. Ci tengo a sottolineare che questo spettacolo venne messo in scena tra il 1974 e il '75, e se consideriamo la distanza che ci separa da quegli anni, non possiamo che ammettere la "saggezza" di Gaber; la critica che quest'ultimo muove riguarda cultura, politica, idea di coppia, scuola e molti altri punti. Ho pensato di scrivere il testo di una delle canzoni dell'album citato precedentemente, -Le Mani-, invitando il lettore ad un piacevole ascolto per comprendere complessivamente il significato della canzone (ovviamente il testo preso da solo appare scarno):
domenica 18 gennaio 2009
Serata tra ex compagni di Classe
Ed è bastata solo una semplice uscita con i miei ex compagni di classe del Liceo, la visione di qualche vecchia foto scattata, o l'ultimo giorno di scuola o durante la gita a Madrid, e qualche risata per farmi tornare alla mente tutte le belle esperienze che ho passato in questi ultimi anni. Come dimenticare le mattinate a scuola fra libri e battute, fra successi e insuccessi, condividendo soddisfazioni e delusioni, insieme a numerosi attimi di ilarità.
domenica 11 gennaio 2009
Conferenza su Coltrane
Venerdì sera ho assistito con grande piacere a una conferenza su John Coltrane presso l'Auditorium Celesti, organizzata dal maestro Paolo Bacchetta, insegnante di chitarra elettrica e jazzista di noto talento, in collaborazione con la scuola di Musica W.A. Mozart ove lui insegna. Ho trovato questo appuntamento di grande interesse non solo perché ho potuto approfondire maggiormente le mie conoscenze riguardo al jazz, ma anche perché ho avuto modo di apprendere più dettagliatamente alcuni aspetti della vita, della modalità di improvvisazione e dell'enorme eredità che questo artista ci ha lasciato. In sostanza: Coltrane fu un innovatore e un vero genio, che non ebbe modo di continuare ad esprimere tutto il suo talento a causa di una morte piuttosto precoce, aveva solo 41 anni, al termine di una vita travagliata, ma ricca di soddisfazioni. Quante cose avrebbe potuto fare ancora???
lunedì 29 dicembre 2008
Quel Genio di Davis
Basta ascoltare questo concerto live per capire qual'è la sostanziale differenza tra le monotone e banali melodie d'oggi, e le dinamiche ed innovative canzoni di qualche anno fa.

