Come di consueto al termine della mia sana giornata universitaria per fare ritorno nella mia splendida cittadina, Desenzano, ho preso il treno regionale in direzione Verona Porta Nuova delle 16:3o circa, con una sola differenza rispetto al solito: ho pensato di imbarcarmi sul treno alla stazione di Milano Centrale piuttosto che a Lambrate per evitare disagi dovuti al sovraffollamento delle carrozze. Inizio ad avere qualche preoccupazione, riguardo il mio abituale viaggio di ritorno, appena ho notato una studentessa universitaria lamentarsi con il controllore e con il macchinista, appostati all'inizio del binario del treno su cui stavo per salire; ella si lamentava del modello di treno scelto per il viaggio di ritorno fino a Verona, delle sue condizioni interne, dello scarso numero di carrozze e del bollore che si percepiva all'interno di ogni vettura.
Già da ottobre ormai ho avuto modo di verificare la qualità del servizio che Trenitalia amorevolmente ci offre, come una madre tiene al benessere, alla salute e alla formazione del proprio figlio, Trenitalia regala, ai suoi passeggeri, esperienze indimenticabili insieme a condizioni e servizi eccellenti per disparati itinerari. Precisamente è da qualche settimana che oltre ai normali disagi, si vanno ad aggiungere ulteriori ritardi (riusciremo a dare la colpa al cattivo tempo come durante l'inverno?) e una temperatura invivibile all'interno delle carrozze, infatti da vagone a vagone si alternano "climi" polari a tropicali.
Finalmente salgo sulla 4° vettura del treno, ce n'erano solo cinque per un convoglio ferroviario che risulta essere sempre gremito, e fin dal principio mi stupisco del calore e dell'odore di stantio che aleggia nella carrozza in cui mi sono imbarcato; la ragazza fuori aveva proprio ragione, così decido di spostarmi nel vagone appena successivo. Il risultato non è cambiato, il disgusto e l'incredulità regnano sovrani mentre il calore è asfissiante, nel confortevole "carro bestiame" l'aria non riesce a filtrare nemmeno con il treno in movimento, ora atteno in nostro arrivo a Milano Lambrate, dove orde di studenti cercheranno, probabilmente invano, di salire sul treno. Quei pochi fortunati che riescono ad imbarcasi o siedono nei limitati posti lasciati liberi o affollano gli spazio di passaggio tra le diverse carrozze, mentre gli altri rimangono in stazione in attesa del treno successivo (dovranno aspettare almeno un ora). Sono seduto accanto ad un bambino, con sua madre davanti e un'altra donna al suo fianco, il sole picchia ininterrottamente, quando sento una voce dall'esterno gridare:"non si chiude la porta!", ci voleva proprio; si aggiunge ritardo al ritardo, mentre il caldo affanna i presenti. Nonostante fossi sudato e accaldato non ho potuto fare a meno di scrivere quest'articolo, non è una novità quant'accaduto, ormai quanto descritto si ripete troppo frequentemente.
Non c'è scusa che tenga
4 ore fa

2 commenti:
Su quel treno c'ero anche io!!!! Vergogna!!!!!!!!! Trenitalia fa schifo, è ora che diano veramente un servizio ai cittadini, e non treni pieni di sporco, caldo e giauri!! Non se ne può più!
Pensa che io ho trovato un treno dove oltre al servizio bibite e panini passava anche il tossico ad offrirti della roba, io sono soddisfatto del servizio di trenitalia, e poi la puzza di cacca è rustica.
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